Montecastello
Montecastello, una delle ultime propaggini delle colline del Monferrato tra Tanaro e Po, costituisce una gradevole balconata con ampia veduta sulla piana di Marengo, sulla confluenza Bormida - Tanaro e la pianura dello Scrivia e sullo scenario del pre-appennino tortonese che sfuma nell’Oltrepo pavese.
L’altezza sul livello del mare è di 80 m. (al livello del Tanaro), m. 116 al Municipio e di m. 216 al cortile del castello.
Domina l’abitato il castello con la torre alta 40 m. privilegiato punto panoramico ed elemento paesaggistico tra i più suggestivi dell’arca alessandrina. A parte la robusta torre, risalente all’XI o XII secolo (con coronamento cinquecentesco) il castello è il risultato di ampliamenti e radicali rifacimenti, soprattutto settecenteschi. Particolari interessanti sono la rinascimentale porta d’accesso al cortile, un pozzo dall’elegante ghiera, lo scalone monumentale ed una cappella del 1739 dedicata a San Carlo.
Nella chiesa parrocchiale, consacrata a Santa Maria in Ponziano (Pontianum era l’antico nome romano dell’abitato), fanno bella mostra un pregevole gruppo statuario dell’Assunta in Cielo, scolpito da Antonio Brilla da Savona ed un trittico cinquecentesco con Sant’Antonio abate, la Madonna, San Sebastiano. Un’altra chiesa è dedicata a Sant’Antonio abate.
Due sono le frazioni: San Bemardo e San Zeno sede, quest’ultima di un’antica chiesetta dedicata alla Madonna e di un piccolo convento annesso con funzioni di ricovero per i pellegrini che percorrevano l’antica “strada della serra” prosecuzione virtuale delle piste dei Cammini di cresta delle tribù dei Genuati e delle medioevali Vie del sale le quali, superate le valli tortonesi, potevano continuare il percorso sulle serre delle colline monferrine fino a Superga e, attraverso la Valle di Susa, raggiungere la Savoia.
